Mafia, commercianti si ribellano al racket: 20 arresti a Palermo

Carabinieri 550 2' di lettura 13/10/2020 - Duro colpo al mandamento mafioso di Porta Nuova: dopo anni di silenzio i commercianti del quartiere Borgo Vecchio si sono ribellati al racket e hanno denunciato i loro estorsori mafiosi. In manette a Palermo 20 persone.

Gli arrestati sono tutti appartenenti alla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio. Sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione, tentato omicidio aggravato, danneggiamento seguito da incendio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento aggravato, furto aggravato e ricettazione.

Sono stati i carabinieri ad eseguire martedì mattina i provvedimenti di fermo per il 20 indagati. Tra loro il nuovo boss reggente della famiglia di Borgo Vecchio, Angelo Monti, già arrestato nel 2007 e sorvegliato speciale dal 2017.

Sono oltre 20 le estorsioni accertate nel corso dell’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Di queste 13 sono state scoperte grazie alle denunce spontanee delle vittime.

Le indagini hanno consentito la disarticolazione dell’intero organigramma della famiglia mafiosa e l’individuazione delle attività di controllo del territorio e di ricerca del consenso sociale; le attività di assistenza economica verso le famiglie degli affiliati detenuti e dei diversi metodi illeciti di finanziamento dell’articolazione mafiosa; le infiltrazioni nel tessuto economico del territorio e le ingerenze nel mondo del tifo organizzato del calcio palermitano, esercitate attraverso il controllo di Cosa Nostra dei gruppi ultras locali.

“Noi carabinieri di Palermo - ha detto il comandante provinciale Arturo Guarino - vorremmo ringraziare quegli imprenditori che si sono fidati di noi. Molti sono venuti spontaneamente a denunciare. Ci hanno messo la faccia e noi li abbiamo tutelati. È questo il messaggio che vogliamo dare alla città e a questa collettività. Si deve dire basta al pizzo. Noi siamo a fianco di chi denuncia”.

Questo il commento del sindaco Leoluca Orlando: "L'operazione condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica con grande professionalità dimostra come sia necessario non abbassare la guardia contro una vitalità mai sopita delle cosche. Dimostra anche che lo Stato può essere in grado ed è in grado di proteggere chi decide di ribellarsi al pizzo e alla violenza. Che, come giustamente sottolineato dai vertici dei Carabinieri, lo Stato sa tutelare chi decide di esporsi contro il ricatto mafioso".

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Questo è un articolo pubblicato il 13-10-2020 alle 12:26 sul giornale del 14 ottobre 2020 - 180 letture

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