La Bellezza di Palermo ritrovata in uno sguardo dall’alto: Notte alla Torre medioevale di San Nicolò di Bari all’Albergheria

5' di lettura 10/10/2020 - Un miscuglio di Oriente, di Europa, di Cristianesimo e Islam, di Barocco, di Normanno, di Art Nouveau, Palermo è una città unica anche per storia, folklore, antiche glorie, odori, sapori e mercati. Nel cuore del quartiere Albergheria, si trovano diverse testimonianze del nostro passato, tra vie e vicoli è facile perdersi nel labirinto del centro storico di Palermo.

Un miscuglio di Oriente, di Europa, di Cristianesimo e Islam, di Barocco, di Normanno, di Art Nouveau, Palermo è una città unica anche per storia, folklore, antiche glorie, odori, sapori e mercati.

Nel cuore del quartiere Albergheria, si trovano diverse testimonianze del nostro passato, tra vie e vicoli è facile perdersi nel labirinto del centro storico di Palermo.

Il quartiere Albergheria è uno dei quattro quartieri che formavano la parte della città esterna alle mura del “Cassaro”, l’antichissimo nucleo di Palermo. Esso si estende intorno ad una strada principale parallela ad un corso d’acqua di origine torrentizio, il Kemonia o del Maltempo, non più visibile a seguito del suo sotterramento, che scendeva fino al porto.

Percorrendo le strade dell’ Albergheria, gli odori ed il vociare dei venditori ci conducono al Mercato Ballarò, uno dei mercati storici del capoluogo dal fascino unico, introvabile in altro luogo, un vero teatro a cielo aperto, di mercanzie e di storie di famiglie che da decenni vi vivono. Sull’origine del nome esistono diverse teorie: alcuni sostengono che viene così chiamato da Bahlara, villaggio presso Monreale da dove provenivano i mercanti arabi; altri dicono che il nome ha origine tedesca e proviene da Ferdinand Ballarò, capitano del Re Ferdinando di Aragona a Palermo nel 1400. Relativamente all’etimologia del nome, Ballarò sembrerebbe derivare da Souk el Ballarak, che in arabo significa mercato degli specchi.

Proseguendo per le vie del quartiere si incontra la chiesa e la Torre campanaria di San Nicolò di Bari, una torre medioevale. Le varie ricostruzioni della città, il sotterramento del fiume Kemonia e le alterazioni urbanistiche rendono difficile identificare l’originario contesto dei due siti monumentali.

Una longilinea costruzione quadrangolare, con conci squadrati, così si presenta la Torre campanaria di San Nicolò la cui costruzione deve farsi risalire al XIII secolo. Si tratta di una torre civica composta da quattro livelli, edificata dalla universitas palermitana per difendere le mura del “Cassaro”. Non faceva parte della chiesa, era una struttura isolata, forse era la torre più alta di Palermo.

Successivamente, perduto il significato di difesa, a causa dell’ampliamento urbanistico, per ingentilire il suo aspetto austero, al secondo livello si applicarono delle bifore con intarsi.

Dai registri del senato palermitano, è stato rilevato che all’ultimo piano della Torre, sacrificando una bifora, poco prima del 1518, venne apposto un orologio. Esso costituiva uno dei tre orologi della città, gli altri due erano quelli di Sant’Antonino Abbate e di Santa Lucia al Borgo.

Questi battevano la “castiddana”, cinquantadue rintocchi della campana alle due di notte, corrispondenti alla due ore dopo l’Avemaria, con la quale aveva inizio il nuovo giorno. Il rintocco della “castiddana” annunciava agli artigiani di chiudere bottega e alla popolazione di non vagabondare per le strade senza preventivo permesso di un magistris civico, pena cinque onze se intercettati dalla ronda, perché a quell’ora venivano chiuse le porte della città.

Nel XX secolo, a seguito dei restauri, l’orologio fu eliminato, come l’aguglia danneggiata dal terremoto del 1726.

Dalla terrazza della Torre di San Nicolò è possibile ammirare una delle viste più belle e suggestive della città di Palermo, da destra verso sinistra si possono scorgere i monumenti del centro storico di Palermo: la Cupola della Chiesa del Carmine Maggiore, il Mercato di Ballarò, la Cupola della Chiesa del Gesù, la Cupola della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, la Cupola della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini, il Castello Utvegio, Monte Pellegrino, la Cupola della Chiesa di Sant’Ignazio, il Teatro Massimo, la Cupola della Chiesa di Santissimo Salvatore, la Cupola della Chiesa di Santa Chiara, il liceo Benedetto Croce (ex ospedale fatebenefratelli), il Palazzo Conte Federico, il Palazzo Sclafani, la Cattedrale, Porta Nuova, Palazzo Reale, la Chiesa di San Giuseppe Cafasso e la Chiesa di San Saverio.

La Cooperativa Turistica Terredamare, con il suo gruppo di esperti del settore artistico, sociale, turistico e web, organizza visite guidate anche serali alla Torre di San Nicolò. Una opportunità per conoscere la bellezza del nostro territorio, la storia della nostra città e, visitando il sito monumentale, si può ammirare l’incantevole panorama di Palermo.

Venerdi 16 ottobre la Cooperativa Turistica Terredamare organizza visite serali guidate alla Torre di San Nicolò.

Sarà uno spettacolo unico dominare e abbracciare con uno sguardo i tesori e la bellezza della città di Palermo.

Le visite si svolgono in assoluta sicurezza nel rispetto delle disposizioni per la prevenzione del Covid.19.

La Torre di San Nicolò si trova in via Nunzio Nasi 18, Ballarò – Palermo.

Di seguito vengono indicate le date, gli orari e il costo delle visite organizzate dalla Cooperativa Turistica Terredamare.

Date delle visite: venerdì 16 ottobre – giovedì 22 ottobre – sabato 31 ottobre

Turni disponibili: h17 – 17:45 – 18:30 – 19:15 – 20 – 20:45 – 21:30 – 22:15

Costo del biglietto: € 5 (bimbi 5/10 anni € 2)

Acquisto saltafila e/o prenotazione obbligatoria: ✆ 320.7672134 – 347.8948459

Per tutte le informazioni potete visitare il sito: eventi@terradamare.org – www.terradamare.org/infoline



Via Nunzio Nasi n. 18, Palermo





Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2020 alle 22:55 sul giornale del 12 ottobre 2020 - 183 letture

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